To rent – Affittasi

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Sapete tutti che in questi giorni mi sto dedicando a cercare casa, un’impresa alquanto ardua se mostri un minimo di esigenze, ma in fondo chi non le ha?

Più il gioco diventa difficile e più mi dico che va bene così, almeno ho più cose da raccontarvi. Del resto sarebbe noioso arrivare a New York e trovare perfetta la prima casa che ti mostrano no?! Allora vediamo cosa mi è successo in questi giorni.

Il modo più semplice per cominciare a cercare casa, affitto breve, lungo o acquisto che sia, è senza dubbio internet. Basta digitare su google “to rent New York” o “to buy” e vi usciranno un milione di risultati, forse anche troppi per iniziare una scrematura, e quindi ecco il primo consiglio: i migliori “contenitori di case” -ed anche i più usati- sono Trulia e Zillow. Volendo sono anche delle comode app sulle quali selezionare i più disparati criteri di ricerca partendo da prezzo minimo e massimo, tipo di casa, grandezza, fino ad arrivare a piscina e palestra interna all’edificio, presenza di portiere o di doorman (vi spiegherò più avanti la differenza), area lavanderia, animali accettati, edificio pre o post guerra, ascensore o scale, garage etc.

Avendo con noi la nostra coinquilina pelosa Jolie, il primo requisito che abbiamo avanzato è che l’appartamento consentisse la presenza di animali domestici ma, nonostante come vi ho detto nel post 10 cose che non sapevo dell’America quasi tutti qui hanno un cane o un gatto in casa, spuntando la casella pet friendly le disponibilità degli appartamenti si riduce drasticamente. IMG_1313

Eccoci in un meraviglioso sfondo romano: il Giardino degli Aranci

Un’altra amenity riguardava la presenza di una laundry room interna all’edificio, ovvero una stanza nella quale si trovano una lavatrice e un’asciugatrice da condividere con gli altri inquilini. Eh già, perché qui a New York solo gli appartamenti molto grandi hanno la lavatrice in casa, un dettaglio che per noi è scontato ma non per loro, e questo già un po’ lo si sa guardando i telefilm dove molti si conoscono e innamorano proprio aspettando che il proprio bucato si asciughi. Romantico? Beh allora state a sentire qua: potete superare l’idea di dover andare a fare la lavatrice nel sottoscala del palazzo sperando che non sia già occupata da qualcun altro; ma se vi dicessi che la dovete anche pagare? Io appena l’ho saputo mi sono dovuta reggere proprio all’asciugatrice, non ci potevo credere, probabilmente ho anche esclamato qualcosa tipo “ma stai a scherzà?!” senza neanche rendermene conto. Il costo è di due dollari per lavare e due per asciugare.

E se vi aspettate una cosa così

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mi dispiace deludervi ma è molto più cosà

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Veniamo alle fantastiche etichette pre e post war: si riferiscono alla data di costruzione dell’edificio, prima e dopo la seconda guerra mondiale. Qui potremmo aprire un capitolo infinito -che vi risparmio- su come vengono costruiti i palazzi in America, preferiscono farli di cartapesta in modo da buttarli giù e rifarli all’esigenza, manco stessero giocando a Simcity! Bisogna sempre cercare degli edifici di recente costruzione, ma ovviamente il prezzo sale e anche di parecchio, quindi noi comuni mortali dobbiamo accontentarci di questi fatiscenti ma affascinanti palazzi di massimo cinque/sei piani, prevalentemente senza ascensore, con le famose scale antincendio che “decorano” la facciata del palazzo.
Quando l’ascensore c’è l’unico a poterlo usare è Hulk, in quanto la porta è doppia e a scorrimento, senza maniglia (in una delle case che ho visto un altro po’ ci rimanevo spappolata nel tentativo di aprirlo!).
Quando l’ascensore non c’è la definizione che troverete è walk-up; loro la usano con estrema disinvoltura, un po’ en passant, come se nulla fosse, ma se non si sa bene cosa vuol dire, per avere le idee chiare basta immaginare di salire a piedi fino al proprio appartamento per una scala vecchia, stretta e ripida con gli scalini uno diverso dall’altro in altezza e larghezza. Praticamente dopo che hai firmato per l’affitto vai a firmare pure la polizza sulla vita!
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La definizione degli appartamenti è fondamentale: si parte dallo Studio o Alcove studio, per poi passare alla One Bedroom che può a sua volta essere Junior, Queen o Full, per poi andare avanti con Two, Three, Four, Five Bedroom etc.
Quello che loro chiamano Studio è il nostro monolocale, un unico spazio nel quale si trovano letto, divano e angolo cottura, l’unica stanza ad essere divisa è ovviamente il bagno. L’Alcove studio invece è sempre uno Studio ma gli piace dire così perché secondo loro è leggermente più spaziosa e sembra che gli ambienti siano più separati; ma nun se stamo a prende in giro, sempre un monolocale è!
Passiamo alle definizioni di Bedroom: 1bedroom è il nostro bilocale che può essere più o meno grande, ma anche soppalcato, quindi c’è da fare attenzione: se cercate un vero bilocale dovete chiedere Full 1bedroom (due stanze, bagno e angolo cottura, nei casi più fortunati cucina a sé stante). Junior e Queen sono semplicemente le misure del letto matrimoniale, per far capire più o meno quanto è grande la camera da letto. Durante i primi appuntamenti, quando la cosa ancora non mi era particolarmente chiara, ho visto almeno quattro case che in realtà erano studio, perdendo tantissimo tempo.

Concierge e doorman sono due meravigliose persone che noi riassumiamo con la parola portiere, ma in realtà qui il doorman è tenuto solo ad aprire la porta e pulire il marciapiede antistante l’entrata del palazzo, mentre il concierge è quello che, seduto alla sua postazione, interroga tutti i visitatori in modo da poterli annunciare all’inquilino; inoltre può aiutare chiamando un taxi, prendendo una consegna o della posta importante. Sono sicura che ci sono molti aneddoti qui sui concierge, devo farmene raccontare qualcuno 🙂

Il garage è il requisito meno importante, sopratutto per chi abita a Manhattan; è infatti risaputo che i veri newyorchesi si muovono a piedi, in metro, in taxi o con Uber; non hanno bisogno di possedere una macchina, a buon bisogno la affittano.

Altro capitolo si apre sulla tipologia di casa e il suo funzionamento intrinseco. Abbiamo le Houses, gli Apartments, i Condos, i Co-ops e le Townhomes.
Tutti sappiamo bene cosa si intende per casa o appartamento, ma le altre definizioni potrebbero trarre in inganno. I Co-ops per esempio sono dei palazzi in cui gli inquilini sono dei veri e propri azionisti; acquistare un appartamento, infatti, vuol dire possedere una quota del palazzo e per questo, prima di poter comprare, si è sottoposti a una vera e propria inquisizione da parte degli altri condomini. Ho sentito, a questo proposito, che molte star sono state rifiutate perché avrebbero portato scompiglio a causa dei paparazzi e della stampa sempre intorno. Del resto guardando queste foto si capisce perché siano considerati così esclusivi.
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I Condos invece si differenziano dai Co-ops solo per un motivo: in questo caso acquistando sarete proprietari esclusivamente del vostro appartamento, senza quote, condivisioni o interrogatori. Anche questi edifici sono molto eslcusivi, sopratutto perché la maggior parte dei condos si trova proprio a Manhattan, cuore della città.
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Ma veniamo alle Townhomes, le classiche case dei film americani che si trovano in periferia, lontano dalla frenesia della grande città, che in questo caso davvero non dorme mai.
Chi decide di vivere lì di certo non si deve preoccupare di portiere, scale, ascensori e studio… queste case sono molto spaziose, prevalentemente a due piani -tre con il seminterrato-, giardino e garage personale. L’unico difetto: essere distanti dal centro città.
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Ultima in posizione ma non di importanza è la presenza di un bravo agente immobiliare. Se non si hanno conoscenze è indispensabile affidarsi ad uno di loro, anche per farsi spiegare bene la procedura burocratica della quale vi parlerò in un altro post. Noi siamo stati molto fortunati ad incontrare Christina Heredia, the rental boss, come la chiamo io! Dopo diversi incontri mal riusciti abbiamo trovato lei, una vera professionista che ci sta assistendo in ogni minimo dettaglio con estrema disponibilità e umanità, un carattere che contraddistingue gli americani in generale. A differenza dell’Italia, qui un agente immobiliare si occupa veramente di tutto: dall’interpretare i tuoi gusti all’attivazione di gas, luce, internet e tv via cavo. Offrono, inclusa nella provvigione, un servizio di pulizia dell’appartamento prima e dopo. Inoltre qui gli affitti presuppongo una casa non ammobiliata e allora che si fa? Basta chiedere al tuo agente il quale provvederà a contattare una compagnia che offre mobili in leasing. Ci si sente davvero assistiti e supportati persino durante i weekend e i giorni di festa.
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Qui siamo davanti ad una tipica entrata nella zona dell’Upper East Side

Spero che questo post vi sia stato utile in caso di un eventuale trasferimento o anche solo per arricchire il vostro bagaglio di informazioni internazionali 🙂
Come sempre, se avete domande o volete approfondire un argomento scrivetelo nei commenti.

 

One thought on “To rent – Affittasi

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