La visita medica

Come funzione l’assicurazione medica qui negli Stati Uniti?
Non c’ho ancora capito niente! Molto dipende dalla compagnia con la quale si ha la copertura e da che tipo di copertura si sceglie, un po’ come l’assicurazione sanitaria privata in Italia. Col tempo approfondirò le informazioni, ma adesso vi voglio raccontare la mia prima visita medica con conseguente prescrizione.

Era da un po’ che avevo un dolore muscolare all’altezza del collo/spalla destra, così un giorno sono andata in farmacia a comprare il Voltaren e -sorpresa- la dottoressa mi ha detto che può essere venduto solo dietro prescrizione medica.
Allora ho pensato di andarmi a fare una visita dall’ortopedico, tanto con la nostra assicurazione il costo di una vistica specialistica è di 20 dollari.
Così, tramite il sito dell’assicurazione, ho cercato lo studio convenzionato più vicino a casa, ho telefonato per prendere l’appuntamento e una settimana dopo ero nello studio del Dott. Simotas conciata così:

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Vedo che la prendono sul serio questa cosa della visita medica qua negli USA!
Mi hanno fatto cambiare, per indossare questo fantastico camice che fino ad ora avevo visto solo nei film o al massimo indosso a chi sta per subire un’operazione chirurgica. Mi sono sentita parte di una puntata di E.R. – Medici in prima linea, che ho seguito tantissimo quando ero piccola. Dopo la vestizione è arrivata l’infermiera a misurarmi pressione, peso e altezza, e poi mi hanno lasciata nella stanza del dottore a congelarmi con l’aria condizionata per tipo 20 minuti!

Alla fine il Doc si è materializzato, e dopo avermi controllato riflessi, postura e giunture ha decretato: Cervicalgia, cervical disc disorder with radiculopathy (giuro c’è scritto culopathy), mid-cervical region. La cura sono sei sessioni di fisioterapia più il mio amato Voltaren e controllo tra un mese.

Lo ringrazio, mi rivesto, pago i miei 20 dollari e vado in farmacia a comprare il Voltaren, questa volta con ricetta.

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Già che ci sono mi porto appresso anche la ricetta di Daniele (antinfiammatori per il ginocchio, corre troppo il ragazzo!) e mi presento allo sportello della farmacia, che qui si trovano dentro a delle specie di parafarmacie che però vendono anche trucchi, cose per la casa, cibo pronto (ok ve ne parlo dettagliatamente nel prossimo post!) e la dottoressa dopo aver visto la prescrizione mi chiede documento d’identità e tessera dell’assicurazione. Una volta accertatasi che sono veramente io mi chiede di aspettare una quindicina di minuti.
Che coooosaaaa??? Quindici minuti per darmi degli antinfiammatori e una confezione di Voltaren? Ebbene sì: lo devono preparare.

Mi viene subito in mente il tubetto arancione fosforescente pieno di pasticche che si vede nei film americani, sì proprio quello che gli attori prendono dal mobiletto del bagno per impasticcarsi con lo Xanax e farla finita. In realtà, quindici minuti dopo, mi da proprio uno di quelli!

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Dentro, in numero preciso, ci sono le pasticche di antinfiammatori che deve prendere Daniele. Sulla confezione ci sono tutti i dati del paziente e anche del dottore che lo ha prescritto. In sostanza quando si tratta di antibiotici, antinfiammatori, antidolorifici, antipiretici etc. non esistono confezioni già pronte, ma si assemblano al momento in base a quello che il medico ha prescritto. Ecco quindi a cosa servivano i quindici minuti di attesa! Il mio Voltaren invece è identico a quello italiano.

Per quanto riguarda la mia fisioterapia invece, il meccanismo è lo stesso: tramite il sito dell’assicurazione trovo il centro più vicino a casa e prenoto le mie sessioni.

Il prossimo passo saranno analisi del sangue e dentista. Che allegria!

Stay tuned!

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