10 sentimenti da expat

agnese_sentimenti_expatIn questi giorni sto preparando di nuovo la mia partenza per l’Italia. Questa volta mi fermerò un mese per seguire un corso professionale di editoria digitale, alias “investo sulla mia carriera”!
Mentre organizzavo le varie cose pratiche mi sono fermata un attimo a pensare, e come una valanga sono stata investita da sentimenti contrastanti: nostalgia, confusione, gioia, paura, coraggio, felicità. Questa è la vita dell’expat [(m. e f.) residente all’estero; espatriato] ed io ho cercato di condensare in 10 punti i sentimenti più ricorrenti che lo – mi – identificano.

  1. Stupore. Tutta la tua vita entra in un paio di scatoloni.
    Eppure finché vivi con i tuoi, o vai a vivere in un’altra casa ma sempre nella stessa città, non ti rendi conto di cosa è veramente necessario. Io ormai posso dire di riuscire a mettere tutto dentro una valigia e due scatoloni. Ogni volta che sto per comprare qualcosa che non è fondamentale mi chiedo: “ma non è che poi al prossimo trasloco gli scatoloni diventano tre?”.
  2. Confusione. Ti viene naturale usare espressioni della tua lingua acquisita per definire una cosa, una sensazione, uno stato d’animo, che è intraducibile.
    Mi vengono alcuni esempi, il primo l’ho detto proprio ieri: “ho camminato il cane” 😂 qua si dice “walk the dog”, ed è molto più immediato di “ho portato il cane a spasso” oppure “sono andato a fare una passeggiata col cane”, non vi pare?!
    Oppure ancora, dire a qualcuno che lo si ama “to the moon and back”, credo che renda l’idea in inglese ma perde se lo andiamo a tradurre in italiano.Agnese_sentimenti_stupore
  3. Abitudine. Reputi un volo di dieci ore un “viaggetto”.
    C’è chi si trasferisce in Australia, chi in Nuova Zelanda, chi in California, chi in Giappone, e allora ragazzi, nove ore di volo Roma – New York che volete che siano! Noi expat ce le facciamo almeno due volte l’anno, e calcolate che negli Stati Uniti per andare dalla East alla West coast ce ne vogliono sei… meno di Roma – Reggio Calabria!
  4. Ilarità. Hai sempre il portafoglio pieno di monete diverse.
    E non solo. Hai un doppione di tutto: chiavi di casa, scheda del cellulare, bancomat, perfino carta raccolta punti del supermercato!
  5. Nostalgia. È uno stato perenne.
    Appena metti piede in Italia ti manca la tua vita all’estero, fatta ormai di abitudini, quotidianità, nuove amicizie, luogo di lavoro, sport, supermercato di fiducia. Ma appena torni nella tua attuale vita, nonostante la felicità di ritrovare tutto quello che ho appena elencato, devi fare i conti con la nostaglia della famiglia, dei tuoi amici di sempre, di quella che è stata la tua casa prima di decidere di emigrare all’estero, dei sapori, degli odori, del clima italiano. E allora: dov’è davvero casa?nostalgia_sentimenti_expat
  6. Rincoglionimento. Devi fare i conti con il jet lag quando viaggi e con il fuso orario, sempre.
    Il jet lag è recuperabile, il fuso orario no. Mi capita davvero spesso di avere la sensazione di vivere una fase del giorno che però non è davvero quella. Mi spiego meglio: quando qui a New York è ora di pranzo, in Italia è ora di cena, e a volte quando faccio Face-Time con mia mamma che mi dice “mi guardo qualcosa in TV e poi vado a dormire”, io sento come se anche la mia giornata stesse quasi per finire, e invece solo solo le 3 di pomeriggio e il sole splende alto in cielo!
  7. Indecisione. Le vacanze come le intendevi fino a prima di andare a vivere all’estero non esistono più.
    Se dici “vacanza” ad un expat, la prima cosa che gli viene in mente è il biglietto per l’Italia. Ci manca tanto la nostra terra, ma a volte vorremmo dedicare quelle due settimane di ferie ad una vacanza degna del suo nome. Ci sono così tanti posti che da qua sono facilmente raggiungibili: i Caraibi, le Bahamas, Cuba, Turks and Caicos, per non parlare degli Stati Uniti in generale… che ogni tanto ci piacerebbe proprio andarci!
  8. Disorientamento. A volte ti svegli e ci metti un secondo buono a capire in quale letto sei, di quale casa, di quale città.
    Forse non capita a tutti, ma chi viaggia spesso per lavoro, dorme in albergo, e trasloca in media ogni anno/due, mi capirà. A volte è una sensazione piacevole, perché ti senti sempre in movimento e l’adrenalina fa la sua parte; altre volte invece ti chiedi come sarebbe la tua vita se ti fermassi, se comprassi casa, una per sempre, in una città, una per sempre.UES_sentimenti_disorientamento
  9. Familiarità. I tuoi posti preferiti non sono più solo quelli della tua citta di origine.
    Questa è una delle sensazioni che preferisco, che mi fa stare bene. New York non è difficile da apprezzare, nonostante il caos, la sporcizia, i rumori e la velocità, sa regalare scorci meravigliosi, tramonti da sogno e luoghi sereni. Ma riesci a sentirti davvero parte della città quando trovi il TUO luogo. E io l’ho trovato. È una piazzetta non lontana da casa mia, con questa balconata semicircolare che affaccia direttamente sull’East River, ed è il mio rifugio, il mio punto felice.
  10. Libertà. Sei l’unico padrone del tuo tempo.
    Possiamo esserlo ovunque, ma gli expat sono per definizione soli e lontani da tutto quello che è conosciuto, sicuro, confortevole. E, senza essere egoisti, possiamo gestirci il nostro tempo, perché non abbiamo altro che noi stessi.liberta_sentimenti_expat

One thought on “10 sentimenti da expat

  1. Semplicemente Fantastico!
    Mi ritrovo in tutto, apparte certe cose che non provo non essendo troppo distante dall’italia.
    E’ bello leggere il tuo blog, mi fa sentire meno sola!
    GRAzie!!

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