Columbus Day Parade

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È stata un’emozione grande.
Ho assistito a diverse parate nella mia vita, alcune anche qui a New York, ma marciare rappresentando il mio paese, beh… fa tutto un altro effetto.

Scrivo questo post per raccontarvi l’esperienza in maniera più dettagliata, cercando come sempre di descrivere l’atmosfera che c’era, le sensazioni che ho percepito e anche i pareri opposti espressi da chi non condivide questo giorno di festa ed era lì per dimostrarlo. Vi racconterò anche l’esperienza del red carpet e i “dietro le quinte”.
Prima di cominciare però, ci tengo a ringraziare il mio amico Umberto per aver reso possibile la mia presenza alla parata, invitandomi a marciare con lui dietro lo striscione di We The Italians.

Come ogni anno, la parata si è svolta lungo la 5th Avenue, dalla 42nd alla 72nd street, dove si trovava il red carpet con le telecamere delle tv locali, ed il parterre con il Grand Marshal – quest’anno rappresentato da Robert LaPenta.
Cliccando qui potete rivedere tutta la manifestazione, con particolare attenzione alla parte 7, minuto 0.44, ovvero quando passiamo noi 😎

La sensazione che si prova è quella di una grande festa, dove non conosci nessuno ma in realtà conosci tutti, perché il trait d’union è l’italianità.

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La preparazione è bella forse quanto la sfilata. I partecipanti sono disposti per le vie traverse, ognuno con un numero d’entrata assegnato, e mano mano ci si accoda agli altri svoltando sulla Quinta. Si percepisce l’emozione, la contentezza di “esserci anche quest’anno”, e il ritrovarsi con persone che magari vedi solo in queste occasioni.
E allora i dialetti si mischiano, l’inglese e l’italiano si mischiano, la gente si mischia, e senti un “wè Giuseppina, good to see you! Cumme staj?”, e poi “che bella jurnat guys!”, e quando è toccato a noi “siete i prossimi, all right?”.
Eh sì, è proprio una festa, la celebrazione dell’unione tra l’Italia, patria di Cristoforo Colombo al quale New York tiene molto, e gli Stati Uniti, che hanno accolto e continuano ad accogliere migliaia di italiani ogni anno.

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Cosa mi ha emozionato di più? I sorrisi delle persone, sia di quelli che sfilavano, sia di chi guardava. E non c’erano solo italiani, molti turisti di altre nazionalità di sono fermati incuriositi dalla nostra musica, dai nostri colori, dalla nostra rumorosa felicità, e hanno sbandierato insieme a noi il tricolore, hanno applaudito, hanno regalato sorrisi.

Ovviamente non tutti la pensano così. C’è stato anche chi è venuto a manifestare pacificamente il proprio dissenso, incolpando Colombo di essere stato il primo terrorista degli Stati Uniti, in quanto a causa sua i nativi d’America sono stati sterminati.
Non voglio aprire una polemica su questo argomento, io ovviamente non la penso così, e la storia ci dimostra ben altro, ma ogni vostro parere, se avrete voglia di esprimerlo, sarà ben accetto.

Tornando alla sfilata, è stato un trionfo di musica e colori, forse anche un po’ troppo! Alcuni carri sembravano spuntare dalla casa delle fatine magiche per quanto erano sbrilluccicanti!

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Diciamo che l’insieme ricorda un po’ le feste di paese di una volta, quelle del sud più che altro, dove si cantano le canzoni in dialetto, ma anche quelle di Modugno, dove ci si ritrova sempre con piacere e sentimento, no matter what.

Durante tutta la parata si è sempre circondati da fotografi che scattano a ripetizione, ma il momento clou arriva alla fine, quando si cammina per un blocco sul red carpet, circondato dagli spalti dove sono seduti gli spettatori d’onore e i cronisti che commentano la parata per le radio locali. Lì ci sono anche le telecamere ed il Grand Marshal per i saluti finali.
[Piccola curiosità: tra i vari Grand Marshal ci sono stati anche Sophia Loren, Franco Zeffirelli, Frank Sinatra, Luciano Pavarotti, Tony Bennet, Henry Mancini, Joe Di maggio.]

Che dire, quando sono atterrata qui a New York per la prima volta, mai avrei immaginato che grazie al blog che avevo in mente di scrivere mi sarei ritrovata l’anno dopo a sfilare sulla Quinta per il Columbus Day. È davvero una grande soddisfazione. Fatemi sapere se qualcuno di voi c’era o ha partecipato negli anni precedenti!

One thought on “Columbus Day Parade

  1. Ciao Agnese! Hai perfettamente ragione, si percepiva un senso di appartenenza e orgoglio che in Italia si prova quasi solamente per le grandi competizioni sportive! “The Italian Pride” è proprio forte a NY! Grazie ancora per avermi dato la possibilità di sfilare con voi!

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