Elezioni USA 2016

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Fonte: www.google.com

Non so se scrivere un post ironico o dallo stampo giornalistico.
Probabilmente mi uscirà un mix, perché non riesco a contenere il mio pensiero e la mia teoria su questa vittoria repubblicana neanche troppo schiacciante.
Stamattina appena mi sono svegliata ho guardato Instagram… ci sono alcune immagini davvero degne di nota che vi riporterò nel post.
Sto leggendo anche tantissimi commenti tra tutti i vari social, altrettanti ne ho sentiti per strada stamattina mentre andavo a fare colazione nella caffetteria sotto casa.
I newyorchesi sono attoniti, io no, e vi spiego perché.

Diciamo che me l’aspettavo, nonostante non lo volessi.
La sensazione che Trump avesse discrete chance di vittoria ce l’ho avuta per la prima volta circa dieci mesi fa: ero in Florida, e avevo deciso di visitare le Everglades (un’area naturale caratterizzata da giunchi, acqua e coccodrilli); accanto a me in fila c’era un gruppetto di signori sulla sessantina, chiaramente americani, tutti con la maglietta con su scritto “I vote for Trump”. Era ovvio che Trump avesse dei sostenitori, ma fino ad allora non avevo mai visto nessuno che esponesse con orgoglio il proprio supporto ad un uomo che potenzialmente – e sottolineo potenzialmente, perché anche qui ce ne sarebbero da dire – potrei rispettare a livello imprenditoriale ma che non vorrei mai guidasse non solo il paese dove vivo, ma una delle più grandi potenze mondiali.
Sinceramente credo che per lui il concorrere alle presidenziali sia stato più un atto di egocentrismo che un effettiva voglia politica di migliorare il suo paese, nonostante bazzicasse nell’ambito già dal 2000. Me lo vedo coi mutandoni calati, seduto sul suo water placcato in oro, della sua casa placcata in oro, nella sua Trump Tower placcata in oro, che dice: “miliardi – ce l’ho, moglie che sembra più giovane di mia figlia – ce l’ho, presidente degli Stati Uniti – mi manca” e quindi si è candidato.

Molti lo accomunano a Berlusconi, ma non solo in Italia, anche qui. Quando dico che sono italiana, sopratutto in questo ultimo periodo di elezioni, mi è capitato più volte che al posto di “good food, wonderful country Capish?!” mi abbiano detto “eh, eh, Berlusconi“.

Come si vede dalla cartina che ho preso da Google, gli stati blu, ovvero quelli democratici che hanno votato per la Clinton, sono disposti nella West e in parte della East coast, così come ci si aspettava che fosse.
E sì, io faccio parte di quelle persone che pensano che questa divisione è un chiaro segnale che mostra come negli stati più open minded, non si siano fatti problemi a votare per una donna, nonostante magari non fossero del tutto d’accordo con la sua figura.
Che poi, da femminista convinta quale sono, l’altra sera con la mia amica mi chiedevo: ma perché Donald Trump viene chiamato Trump, e Hillary Clinton solo Hillary? Per non confonderla col marito voi dite? …bah, sarà.

Ora vi lascio alle immagini che ho raccolto su Instagram stamattina.
Ps. comunque oggi a New York piove, dategli voi il significato che preferite.

trump-newyorkmag

dal profilo Instagram del New York magazine

hillary-clinton-nyc

dal profilo Instagram del New York Daily News – Hillary vince nello stato di NY

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Molti ieri portavano un adesivo o una spilletta sul cappotto con scritto “I voted”, qualcuno ha voluto rivedere il concetto dopo i risultati

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Appena ho visto questo meme ho pensato” “je piacerebbe a Silvio avecce i capelli de Donald”

trump-monte-rushmore

Pieraccioni, non so dove tu l’abbia presa, ma ho riso parecchio

casa-bianca-nydailynews

dal profilo Instagram del NYC Daily News

street-art-trump

dal profilo Instagram di street art community

 

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